Bruno Bertini
   
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Sensini Passero (Lega): "L'improvvisa chiusura d'Agosto della vasca grande era legata al fatto che l'Asl aveva riscontrato rischi per la salute pubblica".


L’estate è alle porte: un problema per quelli del Pd. La Lega si sta occupando della mala gestio della piscina comunale di Massa Martana.

 

Anche l’estate scorsa, la piscina di via Rolando Lanari ha aperto con considerevole ritardo, oltre la metà di luglio. Alla fine di giugno 2018, l’amministrazione piddina si accorge, come riportato nella determina n.159 del 20 ottobre scorso, che «l’impellente stagione estiva è alle porte». «Un amministratore dovrebbe almeno prevedere l’arrivo delle stagioni», osserva la referente territoriale della Lega, Luana Sensini Passero.

«Comunque accade», continua la leghista, «che la giunta Pd assegna d’urgenza la gestione della piscina alla Società sportiva dilettantistica Imperium arl di Roma. La piscina apre circa a metà luglio 2018, in piena estate.

Poi, il 20 ottobre scorso, ossia dopo poche settimane di lavoro svolto dalla Imperium, l’amministrazione Pd avvia «il procedimento di revoca della concessione dell’impianto natatorio e accessori, ubicati in Massa Martana in via Rolando Lanari affidata alla S.S.D. Imperium a.r.l. con sede in Roma».

«Prima ti dò la piscina e poi te la tolgo». La breve gestione della società romana Imperium

Nella determina n. 159 redatta dalla responsabile del servizio tecnico comunale si legge che «si sono presentate varie criticità, che sostanziano una serie di inadempimenti da parte del concessionario», ossia la società sportiva Imperium di Roma. «Che l'Imperium», nota la Sensini Passero, «abbia preso la piscina in gestione e poi non l’abbia gestita, in primis compromettendo i suoi guadagni, è molto difficile da credere. L’Imperium gestisce piscine a Roma, nel Lazio, in altre località dell’Umbria e anche in zone fortemente turistiche come la Versilia.

Pertanto non dovrebbero aver avuto problemi a gestire quella di Massa Martana», aggiunge Sensini Passero. «Però la giunta Bruscolotti ha contestato all’Imperium di non aver aperto la piscina entro giovedì 5 luglio 2018 e poi, in data 11 luglio, che «l’impianto risultava aperto e incustodito e che alcune persone, avendo approfittato dello stato dei luoghi, erano entrate e avevano utilizzato le vasche e le attrezzature. Si specificava che quanto accaduto risultava estremamente rischioso per l’Amministrazione comunale, che aveva dovuto nell’immediato far intervenire il corpo di polizia locale».

Rischi per l’amministrazione Pd? No, solo per le tasche dei massetani…

«Tutto ciò», continua Sensini Passero, «è scritto nero su bianco. Tuttavia io vedo molti più pericoli per la salute e per le tasche dei cittadini di quelli corsi dagli amministratori del Pd. Come mai l’amministrazione Bruscolotti affida d’urgenza la gestione della piscina alla società sportiva Imperium (importo di concessione pari a 172.500 euro per cinque anni, canone di 2.000 euro) e poi vuole revocare la stessa dopo poche settimane di gestione? A noi della Lega viene il dubbio che la giunta Bruscolotti abbia consegnato ai romani un impianto sportivo con problemi difficili da risolvere in breve tempo, aggiungendo la pia «intenzione» dell’amministrazione comunale «di aprire l’impianto entro giovedì 5 luglio 2018».

Per riempire la piscina è sufficiente attaccarsi al manicotto antincendio del palazzetto… Umbra Acque rileva: tolta l’acqua nelle case dei massetani. Chi avrà dato l’ordine per il «prelevamento anomalo»?

«I piddini», aggiunge la Sensini Passero, «attaccano ancora la società capitolina Imperium il 14 luglio (nota Prot. 8327, inoltrata via Pec come specificato dall’ingegnere del Comune) contestando che «alle ore 8.30 circa, l’impianto risultava di nuovo aperto e incustodito». Ma v’è di più, perché l’Amministrazione comunale «contestava, poi, che in data 13 luglio 2018, alle ore 22 e 45 circa, addetti dell’azienda Umbra acque S.p.a., gestore dell’acquedotto, comunicavano alla sottoscritta (ossia alla responsabile del servizio tecnico Marianna Grigioni) problemi con il servizio di distribuzione idrica su un’ampia zona del territorio comunale, causati, in base agli accertamenti da loro effettuati, da un prelevamento anomalo dalla presa dell’antincendio del palazzetto dello sport comunale il cui tubo era collegato a riempire la vasca grande dell’impianto natatorio.

Si portava a conoscenza la società che l’operazione messa in atto aveva creato un disagio enorme alla popolazione, avendo provocato l’interruzione del servizio idrico e si rilevava che, essendo l’impianto antincendio del palazzetto alimentato da un contatore intestato al Comune di Massa Martana, l’operazione messa in atto generava maggiori costi per l’utenza che, si comunicava, sarebbero stati addebitati, una volta contabilizzati, alla Società stessa (ossia all’Imperium di Roma)».

«Ciò che scrive Umbra Acque Spa lascia sbigottiti. In pratica i piddini», continua Sensini Passero, «accortisi dell’arrivo dell’estate, pescano dal cilindro la società sportiva romana Imperium e le affidano in tutta fretta la gestione della piscina perché, altrimenti, la stessa sarebbe rimasta chiusa tutta l’estate facendo imbufalire molti cittadini.

Ma è credibile che quelli dell’Imperium abbiano deciso, da soli, di usare l’acqua del sistema antincendio del palazzetto per riempire la vasca grande della piscina? Chi avrà dato l’ordine o il suggerimento (e a chi?) di attaccarsi e succhiare acqua dal sistema antincendio del vicino palazzetto dello sport?

E a quanto ammontano i costi per il riempimento della vasca grande e quelli dell’energia elettrica?

Ma soprattutto, alla fine, possiamo sapere chi li ha pagati davvero? È chiaro che la Bruscolotti e l’assessore alle Manutenzioni», afferma la Sensini Passero, «sperando nel celere operato di quelli dell’Imperium, avevano gonfiato ciambella e braccioli troppo presto: tant’è che la piscina restava chiusa fino a metà luglio 2018. E l’Imperium non poteva aprire perché, verosimilmente, c’erano da fronteggiare troppe mancate manutenzioni…».

Piscina sbarrata ad agosto: la nota della Asl che ne ordina la chiusura per «rischio alla salute pubblica»

«Poi è pure successo che», aggiunge la Sensini Passero, «con ordinanza del sindaco Bruscolotti (la n. 86 del 1 agosto 2018) «doveva essere sospesa l’attività natatoria presso la vasca grande della piscina comunale, a seguito di una nota, pervenuta a mezzo fax in data 1 agosto 2018 e acquisita al Protocollo comunale in pari data al n. 9168, con cui l’Asl Azienda Usl Umbria 1, Dipartimento Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica – Area Todi, Marsciano e Trasimeno comunicava di aver effettuato, in data 30 luglio 2018, un prelievo di acqua presso l’impianto natatorio sito in Massa Martana e, in esito delle analisi eseguite dall’Agenzia regionale per l’Ambiente (Arpa), risultavano valori anomali nella vasca grande tali da costituire rischio per la salute pubblica».

«I piddini avranno rivissuto la stessa situazione dei pozzi inquinati a Cimacolle e Castel Rinaldi, altra vicenda su cui preferiscono tacere, così come sulle case popolari promesse solo agli immigrati a cui chiedono voti?», si chiede la leghista Sensini Passero.

«Cosa avranno trovato i tecnici dell’Asl nella piscina, già frequentata dai bagnanti in pieno agosto? Persone negli ultimi anni vicine alla giunta Pd e ora giunti a Canossa», conclude la Sensini Passero, «mi hanno confidato che, a quel punto, con la piscina chiusa a causa del rischio per la salute pubblica certificato dalla Asl anche la Bruscolotti e l’Assessore alle Non Manutenzioni Gubbiotti si siano resi conto dell’ennesimo naufragio fatto»

di Luana Sensini Passero.

Commenti   

#1 Filippo Linotti 2019-03-21 12:27
Ma e' stata esperita una gara di appalto??'
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