Bruno Bertini
   
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pontemontemolComunicato stampa Comitato "Per il ponte di Montemolino".

Dopo la costituzione del Comitato "Per il ponte di Montemolino", con sede in Monte Castello di Vibio, avvenuta il 25 marzo 2017, si e' recentemente conclusa, nella Media Valle del Tevere, la raccolta di firme indirizzata alla Regione dell'Umbria ed alla Provincia di Perugia e, per conoscenza, al Prefetto di Perugia ed ai sindaci del comprensorio, per sollecitare un intervento risolutivo riguardo alla situazione del ponte di Montemolino sul fiume Tevere, lungo la s.r. n. 397 Todi – Marsciano.

Le firme raccolte sul territorio sono state, complessivamente, ben 2462 ed a tal proposito il comitato promotore, nell'esprimere la propria soddisfazione per l'ampio risultato raggiunto, ringrazia gli oltre 70 esercenti, artigiani, commercianti, bar, farmacie, associazioni e volontari che si sono mobilitati ed hanno colloborato all'iniziativa dimostrando di condividerne in pieno le finalità e le preoccupazioni.
Nella petizione i cittadini sottolineano come, ad oltre quattro anni dai lavori di miglioramento strutturale del ponte di Montemolino, sul fiume Tevere fra il Comune di Monte Castello di Vibio e quello di Todi che ha prolungato la vita della struttura solo provvisoriamente per ulteriori dieci anni a senso unico alternato e con limite di portata a 20 tonnellate, non vi sia notizia di progetti o finanziamenti per la realizzazione di un nuovo ponte che assicuri la viabilità alla scadenza prevista per novembre 2022. Senza un nuovo ponte, tutte le comunicazioni, lungo la s.r. 397, fra le due sponde del fiume, verrebbero interrotte con grave danno per tutti i cittadini della Media Valle del Tevere, le imprese, gli studenti, i mezzi di soccorso, gli utenti dell'ospedale comprensoriale, il trasporto pubblico locale, ecc.
Con questa petizione i cittadini del comprensorio lanciano un grido d'allarme alle istituzioni affinchè venga scongiurato il rischio di chiusura del ponte. I danni maggiori infatti si rifletterebbero sulle attività economiche che si vedrebbero ridurre il proprio volume di affari e questo potrebbe portare anche alla perdita di posti di lavoro. Inoltre ci sarebbero disagi notevoli per gli utenti dell'ospedale, dei distretti socio sanitari e degli istututi superiori. Un danno molto grave verrebbe inferto anche per al settore turistico (alberghi, agriturismi, bar e ristoranti). Tantissimi cittadini sarebbero costretti ogni giorno a fare lunghi percorsi per arrivare a Todi o a Fratta Todina, Monte Castello di Vibio o San Venanzo. Ritorneremmo un pò alla situazione precedente alla I Guerra Mondiale, ossia a cento anni fa!
Il comitato ricorda, inoltre, che è stata creata anche una pagina facebook dedicata a far conoscere a tutti il grave problema e le iniziative in programma. Mentre chi desidera informazioni può scrivere al seguente indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

   
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