Bruno Bertini
   
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TODINIL


Dopo che l'inchiesta del Fatto Quotidiano ha reso pubbliche le vicende familiari ormai alle denunce incrociate, Luisa Todini racconta la sua verità.


Con riferimento agli articoli di stampa, pubblicati in questi giorni da più testate, riguardanti quella che è stata denominata la “Saga Todini”, mi vedo costretta a dover effettuare alcune precisazioni, perché sono ormai vent’anni, da quando è scomparso mio padre, che combatto quotidianamente affinché il patrimonio da lui lasciato alla nostra famiglia nel 2001 non venga dilapidato.

Pochi punti per far comprendere quale sia la situazione reale.

Nell’arco di pochi anni successivi alla scomparsa di nostro padre, mio fratello Stefano non solo ha completamente azzerato la quota di patrimonio (circa sessanta milioni di euro) da lui ereditata, ma ha addirittura accumulato debiti per oltre quaranta milioni di euro, di cui ventiquattro solo per le aziende di Todi.

Proprio a causa di questa situazione, nel 2014 mi sono vista costretta, con le mie finanze, a dover rilevare le aziende di mio fratello, raggiungendo un faticosissimo accordo di ristrutturazione con le banche creditrici, proprio per salvarlo da una bancarotta.

Una volta esaurito il suo patrimonio, mio fratello ha iniziato ad utilizzare quello di mia madre che, nel 2001, era pari a circa sessanta milioni di euro ed oggi si è ridotto a circa dieci.

Le mie iniziative sono finalizzate a tutelare mia madre, non sono contro mia madre. Basti considerare che la perizia medica sulla sua persona, disposta dalla Procura della Repubblica di Roma e depositata nel dicembre 2018, ha concluso che lei sia “incapace di provvedere consapevolmente ed autonomamente ai propri interessi”.

Per quanto riguarda il trust, costituito in data 31 luglio 2018, in cui mia madre ha conferito praticamente tutto il suo patrimonio, mi limito a ricordare che i due trustee nominati, l’Avv. Angelo Alessandro Sammarco ed il Dott. Giuseppe Ciaccheri, sono due consulenti di mio fratello, e che mia madre, sentita dagli inquirenti, nell’ambito dell’indagine svolta dalla Procura della Repubblica di Roma, in data 23 ottobre 2018, ha dichiarato agli stessi “… mi sono recata il 31 luglio 2018 dal notaio … per l’istituzione del trust a mio nome su precisa indicazione dell’Avv. Angelo Alessandro SAMMARCO in quanto, a suo dire, una volta istituito il trust non sarebbe stato più possibile la nomina dell’amministratore.

All’atto della stipula né l’avvocato SAMMARCO né il dr. CIACCHERI (entrambi trustee) mi hanno spiegato che avrei perso ogni potere di gestione del mio patrimonio. Io non volevo privarmi del mio patrimonio per 10 anni… Ritengo di essere stata ingannata e raggirata da SAMMARCO e CIACCHERI che con il trust sono entrati in possesso dei miei beni.”.

Attendo, quindi, con fiducia che la magistratura faccia piena luce su questa vicenda. Nel ringraziarLa per l’attenzione prestatami, la lascio con un’ultima considerazione: il mio patrimonio non è intaccato da debiti, non ho necessità di “accaparrarmi” i soldi di mia madre. Quella persona nella nostra famiglia non sono io.

Inutile dire quanto avrei desiderato che tale vicenda non fosse mai stata messa in luce dalla stampa e lascio a lei, ed alle sue lettrici e lettori, immaginare tutto il mio dolore di figlia e di sorella.

di Luisa Todini.

   
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