Bruno Bertini
   
   
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gentiliadi Alfonso Gentili.

Ricorre quest'anno il quarantesimo anniversario della prima legge speciale per il consolidamento della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi a salvaguardia del patrimonio paesistico, storico, archeologico ed artistico delle due città, la legge 25 maggio 1978, n. 230 (Governo Andreotti IV- Maggioranza: DC con l'appoggio esterno del PCI- Ministro LL.PP. Stammati).

La legge 230 concedeva alla Regione Umbria (Presidente Marri I -PCI- Maggioranza: PCI-PSI) un contributo speciale di lire 6 miliardi per Orvieto e di lire 2 miliardi per Todi e così per totali lire 8 mld per il quadriennio 1978-1981 ed affidava alla Regione stessa l'esecuzione di uno studio geolitologico per accertare le cause dei movimenti franosi,

tribunaledi Augusto Battisti.

Gli interventi del dott. Gentili, il cui contributo è stato prezioso per il lavoro fu messo in campo dagli Avvocati della MVT e dall’amministrazione comunale a difesa del Tribunale di Todi, rappresentano una ricostruzione storica della vicenda, così aderente alla realtà da non consentire ulteriori aggiunte.

Per me, che insieme ad altri, mi sono occupato di tali problematiche, è comunque spunto per alcune riflessioni che vorrei condividere con chi avrà la pazienza di leggerle.

URSINICLAUDIAdi Claudia Orsini - Presidente Etab.

La discussione, peraltro da me sollecitata, è sempre utile e costruttiva. Mi ero prefigurata dei suggerimenti privati, peraltro già arrivati e di sicura utilità, ma ben venga un dialogare pubblico, un pensiero di molti ad alta voce.

La linea da me delimitata, di concerto con il Consiglio di Amministrazione, vede con favore la possibilità di riaprire al pubblico l’accesso e, allo stesso tempo, è una linea di assoluto rigore nel senso già indicato, ossia di preservazione rigorosa del monumento e, allo stesso tempo, di stretta osservanza delle norme vigenti sia in materia di sicurezza, sia dei vincoli e delle disposizioni che la Soprintendenza vorrà predisporre, allorché si arriverà alla presentazione del progetto definitivo.

aielloultimodi Toni Aiello - Commissario Lega Todi.

“In questi giorni leggo con molta attenzione le affermazioni dei vari esponenti politici, sia di maggioranza, sia di opposizione sulla questione da noi sollevata relativa al Todi Festival – precisa il commissario cittadino Lega , Toni Aiello - Premesso che il partito democratico, o meglio quello che rimane del partito democratico visto non solo il risultato elettorale, ma anche le diversità che emergono quotidianamente in consiglio comunale, continua a recitare, peraltro anche male, un copione scritto peggio nel quale piace disquisire sui toni arroganti della Lega e sull’ipotetico cambio di leader da parte della maggioranza.
Lascio al PD questo gioco politichese, tipico del passato mentre noi continuiamo il nostro percorso accanto al popolo Tuderte. Basta parlare con i cittadini, basta vedere i dati delle vecchie gestioni del festival per comprendere chiaramente che è un target che non funziona più. Affermare tali concetti non è brutalità, ma avere a cuore il futuro della città; per questo i cittadini hanno scelto il centro destra, bocciando la coalizione di centro sinistra, dopo un solo mandato amministrativo.

frongiadi Paolo Frongia - Ex Presidente ETAB.

Leggo che il Consiglio di Amministrazione di Etab ha espresso parere favorevole, seppure con riserva, all’apertura al pubblico della “terrazza” del Tempio della Consolazione, a seguito di impellente richiesta di Popolo. Pur prendendo atto che, nel caso, saranno rispettate tutte le norme e le preventive autorizzazioni, il progetto in sé desta qualche preoccupazione visto che, in un passato non lontano, cose invereconde ( certo non imputabili al CdA in carica) sono state realizzate con la complicità di pochi e la disinformazione di molti.

Come giustificare l’esaltazione del kitsch di un costosissimo impianto luci che rischiò di trasformare la venerabile chiesa in una lanterna cinese? E le steli messe lì “un momentino, che poi tanto le togliamo subito”? E come dimenticare la tracotanza con la quale si è consumato un finto blitz deturpando l’interno del Tempio con quell’orrido e ipertrofico organo? Anche quella un’istallazione momentanea :”… ché poi lo spostamo, tanto c’ha le rote…”.

gentiliadi Alfonso Gentili.


Il decreto legislativo 155 del 7 settembre 2012 (Governo Monti, Guardasigilli Severino) contenente la nuova organizzazione dei Tribunali ordinari e delle Procure, ha trovato puntualmente concreta attuazione trascorsi dodici mesi dalla sua entrata in vigore e vale a dire dal 14 settembre 2013 durante il nuovo Governo Letta, avendo il Guardasigilli Cancellieri assunto una posizione contraria rispetto a due disegni legge d'iniziativa parlamentare presentati nel maggio 2013 e volti a differirne l'efficacia di altri dodici mesi.

barberingdi Graziano Barberini.

Penso che non sia male analizzare in profondità il senso ed il significato della resistenza e del 25 aprile, esaurita ormai la fase delle polemiche tuderti sulla ricorrenza , che francamente hanno avuto il sapore delle solite baruffe mediatiche tutte interne ad un ceto politico distante dai cittadini , i quali se ne sono altissimamente fregati di entrambe le celebrazioni, sia di quella cosiddetta “istituzionale” della giunta Ruggiano sia di quella definita “di parte” dell’ANPI, pure supportata da volenterosi “compagni” dei castelli romani in trasferta.

Renato Mannheimer ha di recente pubblicato un sondaggio secondo il quale il 35% degli italiani non sa neppure cosa si festeggi il 25 aprile, mentre il Presidente Mattarella ebbe a definire la Resistenza un “moto di popolo”. Ma come è possibile che un moto di popolo, e quindi basato sull’adesione delle masse, cada nel dimenticatoio e nel disinteresse generale?

rettimdi Manfredo Retti.

E così abbiamo assistito a una lezione di storia sul 25 aprile: data non da uno storico, ma da Ralph Shaw, il cui risentimento ( pur legittimo) sul rifiuto delle mongolfiere gli ha ispirato una reazione a catena che oggi investe la storia d’Italia. Dunque il 25 aprile non dovrebbero celebrarlo o contestarlo né gli antifascisti né i fascisti, semplicemente perché, secondo lui, “il fatto non sussiste”: di partigiani non c’è traccia, al massimo “quattro”, ma nemmeno del fascismo, perché costituito solo da potenziali traditori, addirittura “traditori di se stessi”

Dunque, a rigor di logica, cioè della sua logica, gli antifascisti di oggi dovrebbero tacere, in quanto eredi di voltagabbana, i fascisti di oggi altrettanto perché la cosa che rimpiangono non è mai esistita.

   
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